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Dove sciare in Italia: le 5 piste più belle

Le migliori piste d'Italia, una selezione di 5 luoghi che fanno la felicità di tutti gli amanti dello sci

Dolomiti

Siamo oramai in piena stagione sciistica. Nulla di più bello che sfrecciare sulle bellissime montagne italiane con gli sci ai piedi: liberi da impegni e immersi nell’aria pura. Per iniziare, potete prenotare un’auto, magari approfittando di qualche offerta di autonoleggio per la stagione invernale e, una volta arrivati a destinazione, via a infilarsi scarponi e tuta.

PaesiOnLine ha selezionato le 5 piste più belle:

1. SASLONG (SELVA VAL GARDENA, BOLZANO)

La pista Saslong è stata disegnata in occasione dei campionati mondiali di sci del 1970, assegnati alla Val Gardena ed è tra le più classiche nel circuito di Coppa del Mondo. Ripida, veloce, ma anche spaziosa e contornata da boschi. Siamo nel circolo delle Dolomiti Superski. La pista parte dai 2249 metri del Ciampinoi con una pendenza piuttosto ardita (sin dall’inizio si aggira intorno al 50 per cento) e tutto il percorso, fino a Santa Cristina, è disseminato di salti e dossi vertiginosi. Tra i tratti più conosciuti della Saslong: Le Gobbe del Cammello e i Prati di Ciaslat. La difficoltà della pista aumenta con il ghiaccio, quindi occhio!
Info: www.valgardena.it 

Saslong

 

2. VENTINA (CERVINIA, AOSTA)

Si tratta di uno dei più famosi sentieri del Matterhorn Ski Paradise, posto al confine con la Svizzera. La pista (contrassegnata con il n. 7) è il biglietto da visita per l’ingresso nel territorio italiano: lunga ben 11 chilometri e ripida come poche altre al mondo, rappresenta l’ideale per i professionisti delle nevi! Tra muri, piani e curve, si scende dai quasi 3.500 metri del Plateau Rosà fino ai 2000 metri di Cervinia. Il turista deve essere preparato per affrontare gli undici chilometri. Tra l’altro il primo tratto è sul ghiacciaio, dal quale bisogna fare attenzione a non uscire. È qui che la pista impegna chi la sfida con una S disegnata alla rovescia su un muro lungo e veloce che offre le migliori emozioni nelle prime ore della giornata. Il comprensorio Breuil-Cervinia, offre più di duecento chilometri di piste per lo sci alpino, adatte a ogni livello di difficoltà; tredici chilometri per lo sci di fondo; due snowpark (uno è il più alto d’Italia) e tre aree dedicate ai bambini.
Info: www.cervinia.it

Ventina2

 

3. OLIMPIA DELLE TOFANE (CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO)

Olimpia delle Tofane è la spettacolare pista di Cortina D’Ampezzo, mondana ed elegante cittadina delle Dolomiti bellunesi. Sede dal 1993 delle gare di Coppa del mondo di sci femminile, è probabilmente una delle piste più variegate nel suo genere: l’alternanza di tratti ripidi a passaggi più “dolci” e il panorama incredibile. Si parte dal rifugio Pomedes a 2.300 metri raggiungendo subito un muro ripidissimo. Successivamente si scende con un fare più dolce affondati nel silenzio di un bosco. Il comprensorio sciistico di Cortina si sviluppa su centoquaranta chilometri di piste e fa parte del Dolomiti Superski.
Info: http://www.dolomitisuperski.com/it

Tofane2

 

4. PARADISO (PASSO DEL TONALE, BRESCIA)

Parliamo di una pista impegnativa, ma con caratteristiche incantevoli: la Paradiso è un anfiteatro naturale che delimita la Val di Sole dalla Val Camonica, tra Lombardia e Trentino, adagiata all’ombra del ghiacciaio del Presena. Inizia a 2mila metri e mezzo di quota e finisce ben più in basso con un dislivello di 734 metri. È caratterizzata da continue serpentine e da muri. Percorrerla significa né più né meno che andare in picchiata verso il Passo del Tonale.
Info: www.passotonale.it

Tonale

 

5. KANDAHAR BANCHETTA GIOVANNI NASI

Questo tracciato non ha certo bisogno di presentazioni. Siamo di fronte alla discesa libera più famosa della Via Lattea, cioè uno dei caroselli sciistici più grandi al mondo che offre oltre quattrocento chilometri di piste riunendo i comprensori di Sestriere, San Sicario, Sauze d’Oulx in Piemonte e Montgenègre in Francia. Le pendenze sono sempre sostenute, con punte del 63%, comunque tali da non annoiare mai gli sciatori.
Si parte dal Motta (2.807) con il muro più ripido, spesso ghiacciato e battuto dal vento, che in breve tempo dopo poche curve fa perdere 200 metri di quota. Segue un tratto più rilassante e veloce, un lungo rettilineo con qualche bella contropendenza che sfocia nella zona boschiva dove ricominciano i muri impegnativi e i curvoni veloci.
Info: www.consestriere.it

Kandahar